Palio dei Rioni 2008

Palio dei Rioni 2008
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Nel Palio

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Nella prima metà del 1300, nei decenni in cui Muxano si staccò da Boca e dette origine a Maxoria, il territorio del Novarese era governato dai Visconti, in particolare da Giovanni e poi da Galeazzo 11.

GIOVANNI VISCONTI, figlio di Azzone e nipote di Galeazzo 1 e di Beatrice d'Este,1 divenne Signore con il fratello Luchino nel 1339 e si mantenne al potere fino al 1354 (dal'49 solo).

Oltre alla carica politica rivestì anche quella ecclesiastica divenendo vescovo di Novara nel 1331 e arcivescovo di Milano nel 1342.

A Novara gli succedette GUGLIELMO AMIDANO da Cremona, un frate eremita agostiniano che si mostrò molto attivo nella stesura e divulgazione di sermoni, nell'inchiesta sul patrimonio delle chiese della sua diocesi, nell'intervento di ampliamento e restauro dei palazzi vescovili a Novara, Gozzano e soprattutto Orta.Palio dei Maggiora Sfilata

A Orta l'autorità episcopale era rappresentata da un governatore castellano: l'Amidano diede questa carica a Megliorino de' Gilandi; fece poi rinnovare ed abbellire la basilica di S. Giulio, pare anche con contributo personale, dando l'incarico al vescovo conte Guglielmo Tocchi.

Il potere locale nella zona del Borgomanerese era gestito dai Tornielli anche se le cariche del Comune erano ancora vigenti (a Borgomanero si alternavano più persone alla caricai di podestà).

I Tornielli ghibellini, dopo la sconfitta dei Brusati e dei Cavallazzi, erano amici ed al servizio dei Visconti.

Il capostipite dei Tornielli di Vergano fu Calcino; il figlio Olticino sposò Bonacossa Rusconi ed ebbe Zaccarina e Calcino Pietro Il che non ebbe eredi. In realtà il potere si tramandò nel ramo del cadetto Robaldone, il cui figlio Antonio avrà una parte significativa nelle vicende locali della metà del secolo.

Altre famiglie altolocate erano i Conti di Momo, i Marchesi di Romagnano, i Conti di Castello.

1354 il Novarese viene ereditato da Galeazzo Il Visconti che  lo divide in quattro squadre (Maxoria = squadra Agogna), con i territori di Vercelli, Asti, Alessandria, Como e poi Parma e  Piacenza.

Sotto la sua signoria diventano importanti:

PIETRO AZARIO, notaio non di origine ma da tempo residente e ammogliato a Borgomanero, che svolge incarichi giuridici ed anche organizzativi occupandosi di compagnie di ventura ed inoltre cronista dei fatti del tempo e delle gesta dei Visconti; Giovanni Visconti di Oleggio governatore a Bologna, Luchino,  Giovanni, Gaudenzio e Lorenzo Savio di Novara che svolgono uffici di notarìa e si occupano di bande mercenarie. Galeazzo II, dal matrimonio con Bona di Savoia, ebbe Gian Galeazzo che ereditò la signoria nel 1378 e Violante, che nel 1348 sposò il Duca di Clarence con la benedizione del nuovo vescovo novarese Oldrado fedele ai Visconti e successore dell'Amidano. Galeazzo Il sul territorio novarese impone pesanti tasse; avendo avuto il riconoscimento dell'imperatore Carlo IV        è molto potente e minaccioso. (Periodo infausto: 1347 peste; 1354 - '64 guerra tra Galeazzo Il e Giovanni Il Paleologo Marchese del Monferrato interessano direttamente Borgomanero e Romagnano quindi Maxoria). Nel 1358 comunque Galeazzo Il riprende il potere a Novara e nomina come vicario Emanuele da Monzano e come podestà Ottino da Marliano.

Il potere locale è sempre gestito dai Tornielli: Antonio di Robaldone, Alberto di Robaldone, Alberto di Robaldone a Vergano; Ubertino Tornielli in Valsesia. A Romagnano si distinguono Giovanni e Benedetto Caccia. A Novara i Brusati sono da tempo stati rimessi alle cariche.

Con Gian Galeazzo i feudi verranno assegnati a specifici signori: i nomi che sono Tornielli, Brusati, Barbavara, Avogrado, Caccia, Bagliotti.

La storia del Palio

Diciassette anni di vita. Se l'avessero pronosticato, nessun maggiorese ci avrebbe creduto. In una Maggiora, dove fervono le iniziati­ve ma dove 1 éntusiasmo rapido si placa, il Palio è vissuto tanto da essere ormai una tradizione.... con una sua storia naturalmente.

1986 un'idea benefica

Il Palio nasce da un'idea di beneficenza. Occorre sovvenzionare l'Asilo infantile di Maggiora e affiancare alla consueta camminata per le vie del paese qualcosa che animi l'interesse e solleciti la collabora­zione dei maggioresi. Trovato: suddividerli in rioni, lo scherzo di una serata che premia la Malviraa.

1987 un'istituzione

Nasce cosa, e che cosa! Ai maggioresi l'idea del rione sembra pia­cere. Si istituiscono ufficialmente i rioni: Cascigni, Cavaiasca, Malviraa e Valódgia. Si sbandierano i colori: giallo, blu, verde, rosso. Si costituiscono i primi storici gruppi di rionali. Si nominano i primi capitani.

Si fronteggiano i primi concorrenti: pittori, sarte, cuochi, musicisti, podisti. Si proclamano vincitori i rionali delle Cascine. Si apprezza lo spirito dei contradaioli valeggini.

1988 un paese da Palio

Non c'è come l'occasione che scopre l'uomo rionale. Maggiora d'e­state si divide... in rioni, si riunisce... al Palio. l rioni si organizzano: da amichevoli-diventano competitivi con strascichi pre e post gara. Si issano in piazza gli stendardi : il biscione in campo rosso, il mulino in campo giallo, il cavallo in quello verde e la C in quello blu.

Si susseguono serate a connotati storico spettacolari.

Sono autentiche fatiche agricole le prove: riempire la gerla di fieno, tagliare un tronco, spillare e imbottigliare, sollevare il carro; si aggiun­ge la camminata e la caccia al tesoro.

Il tutto condito da tifo quasi da stadio. Vince la Valeggia.

1989 le botti in corsa

Riesce così bene che sembra vero.

Si trova l'origine storica del Palio: distrutto il castello di Montalbano nel 1311, i maggioresi si rifugiarono sulla collina di Maxoria e vi tra­sportarono le botti per il fiotto delle loro vigne. Entrano così in sce­na i rionali in costume trecentesco:

Nasce la gara per eccellenza, la corsa delle botti: nove concorrenti per squadra spingono una botte di centocinquanta chili per mille metri in centro Maggiora.

E' puro entusiasmo del rione Cascine, che vince, e dei molti che plaudono.

1990 la sfilata storica

E' l'epoca d'oro del Palio. I rionali sono caldi, meglio accesi nel loro campanilismo. Assumono importanza le figure degli spingitori e dei clan rionali che li supportano. Il Palio prende una settimana per dispu­tarsi, le Cascine fanno il bis e ottengono in premio il drappo dipinto in casa del rione detentore.

La sfilata storica con centocinquanta comparse, costumi stupendi e coreografie storiche lascia annnutoliti dallo stupore.

1991 le botti benedette

Ormai il Palio si attende con la curiosità del nuovo oltre che del più forte. Si pensa in grande, ci si cala nello storico inserendo la consegna dei flutti della terra in una cerimonia religiosa in costume, con bene­dizione delle botti. Arrivano gli sbandieratori. La Valeggia stravince.

 

1992 1a corsa di notte

Le prove del Palio riconducono al passato maggiorino: cantinieri, carradori, contadini e massaie e...soprattutto corsa dietro alla botte; per la prima e unica volta in nottuma e sotto una pioggerellina. Palio bagnato, Valeggia fortunata.

1993 Che corsa la verde!

E' la corsa la prova decisiva. E' la Malviraa il rione deciso: in tre minuti e cinquantasei sbaraglia gli avversari e si aggiudica anche il Palio.

1994 1a cena medioevale

Il comitato Palio gioca la carta della cena medioevale ed è successo. Il rione Cascine gioca bene le sue pedine ed 'è vittoria.

1995 vince la cenerentola

Non si sperava più ma la Cavaiasca supera il tempo della Malviraa, vince corsa e palio e per una volta gli altri rionali sono contenti. 1996 al Campetto

Il Palio ha una nuova sede: dalla centralissima piazza si trasferi­sce all'ampio Campetto. Le prove si fanno più "moderne e legge­re" per rimpolpare i ranghi dei rionali, un po' in stanca.

La corsa delle botti tiene bene, come il rione giallo che vince ancora. 1997 tiro con l'arco

S'inaugura la prova di tiro con l'arco. Insuperabile è però la corsa: i verdi superano se stessi e in tre minuti e trentotto sono al traguardo, gremitissimo di spettatori , e poi sul palco a ritirare il Palio.

1998 spazio alla storia

Il comitato si dà alla rievocazione e mette in scena cavalieri, dame ed arcieri che mimano vicende storiche.

La corsa è gialla, il palio blu.

1999 arrivano i Tornielli

Al Palio di Maggiora partecipa gente di Vergano che impersona la famiglia Tomielli nella rievocazione del maggiorese che venne da lontano.

Dopo sette anni la Valeggia è prima.

2000 Palio a teatro

Dicono che il Palio è in crisi....ma continua.

A rimpiangerlo c'è la neonata Compagnia dei Quatru Cantugni che lo porta in scena con allegria. La corsa delle botti si mantiene erro­zionante e solenne con il suono delle campane a festa.

La Cavaiasca è la migliore in tutto.

2001 Palio in crisi?

Sono passati i tempi della Cenerentola Cavaiasca: è regina incontra­stata ormai. Sono passati anche i tempi del Rione uguale amore ma anche furore. Sono passati forse i tempi in cui lo spingitore si senti­va onorevole.

Ma il Palio, fenice maggiorana, si rinnova ad ogni estate

 

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ultimo aggiornamento il 25/06/2008