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Il problema
della graduale scomparsa del dialetto maggiorese è stato
avvertito da parte di molti maggioresi e si è sentita la
necessità di potere conservare questa lingua che, oltre ad
essere patrimonio culturale, era il modo di esprimersi dei
nostri nonni e dei nostri antenati.
Si è, quindi,
ritenuto opportuno studiare questa lingua e scoprirne le regole
prima che potesse definitivamente scomparire e non ci fosse più
un raccordo con il passato.
Il dialetto è
visto come una cultura che potrà arricchire anche la nostra
bella lingua italiana che resta sempre mezzo di unione e di
comunicazione fra Italiani.
Il dialetto
maggiorese appartiene a quel gruppo di dialetti dell'Italia
settentrionale chiamati: " gallo - italici " ed è una lingua
neolatina. Ne sono testimonianza alcune parole: '' bönna"
( bigoncia ) dal gallico " benna ";" drü " ( tenero ),"
tri " ( trè ) di origine celtica ; mar ( mare ),
rösa (rosa ), om (uomo) di origine latina.
Il maggiorese è
una lingua che risente di francesismi, ha pure termini ed
accenti simili al "catalano" e si distingue per la pronuncia dai
dialetti dei paesi vicini.
E' necessaria,
per una corretta pronuncia, la conoscenza della " fonologia" che
ne cura la pronuncia " ortoepia " e la scrittura " ortografia ".
Essendo una lingua ricca di
espressione, ha bisogno per evidenziare tutti i suoni di
aggiungere alle lettere dell'alfabeto della lingua italiana
altre lettere e segni.
Alcuni Brani in Dialetto
Testi tratti dal Libro "I mö rgord" redatto nel
1993
Scuola Serale di Disegno "Arch. Antonelli"Maggiora |